La prevenzione odontoiatrica: l’educazione a un benessere a tutto tondo

La parola prevenzione, nella nostra epoca, è ormai di uso comune, soprattutto quando si parla di salute. La scienza medica e la medicina sono, per fortuna, in grado di dare tante risposte e soluzioni a malattie che un tempo, non molto lontano, erano debilitanti, invalidanti e talora mortali.

Per quanto riguardava le malattie del cavo orale, molte malattie prevedevano una sola e drastica terapia: l’estrazione.

Oggi la maggior parte delle patologie del cavo orale sono curabili ma, soprattutto, prevenibili.

La salute orale è entrata di fatto, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel novero delle caratteristiche che determinano lo stato di completo benessere fisico, psichico e sociale di un individuo.

Per salute orale non si intende solo la mancanza di malattia dentale, ma anche quella condizione in cui lo stato di salute orale determina e influenza lo stato di salute di tutto l’organismo o lo stato psico-emotivo e la vita di relazione di un individuo.

Basti pensare, ad esempio, a come la malattia parodontale possa condizionare non solo la sopravvivenza di uno o più denti ma anche avere importanti correlazioni con le malattie cardiovascolari, il diabete, alterare le dinamiche di uno stato di gravidanza. O ancora le malocclusioni, oltre ad avere ripercussioni estetico funzionali, possono avere un impatto sulla postura e influenzare l’apparato muscolo scheletrico e gastro intestinale. Per non parlare dei tumori del cavo orale, tra i più aggressivi e letali e la cui incidenza è purtroppo in aumento.

La carie, malattia infettiva cronica degenerativa, sostenuta dai batteri presenti nel cavo orale, è la malattia più diffusa la mondo e colpisce circa l’80% della popolazione. Una carie non curata porta alla distruzione dei denti con la compromissione del tessuto nervoso. Quando superficiale, la carie si può curare eseguendo un’otturazione, se profonda e ha compromesso il nervo si deve procedere alla devitalizzazione; e se l’elemento è troppo distrutto, potrebbe essere necessaria l’estrazione, determinando edentulie (mancanza di denti) più o meno vaste.

I processi infettivi del cavo orale causati da accumuli di placca e tartaro e dall’attività metabolica dei batteri del cavo orale, provocano gengiviti, malattia parodontale e spesso perdita dei denti, con ripercussioni a 360° su tutto il benessere psicofisico dell’individuo.

Tutto questo ha, inevitabilmente, anche un impatto economico non indifferente, cure e riabilitazioni dentali, sono costi che il sistema sanitario nazionale copre soltanto in minima parte.

Per fortuna esiste una semplice soluzione per evitare un vero e proprio calvario: LA PREVENZIONE, che consiste in una corretta igiene orale domiciliare e in controlli periodici dal dentista, per escludere la presenza di patologie o, se presenti, intercettarle in uno stato precoce.

Si tratta di una vera e propria educazione odontoiatrica e in un rapporto rinnovato e innovativo con il proprio dentista di fiducia, dal quale ci si reca non quando è ormai troppo tardi ma con cadenza periodica e programmata.

Alitosi. Un problema multifattoriale da non sottovalutare

 

 

Uno dei principali motivi per cui i pazienti si rivolgono al proprio dentista di fiducia è l’imbarazzante problema dell’alitosi, spesso vissuta come una vera e propria “patologia” con ripercussioni a livello socio relazionale non indifferente. La sua risoluzione, in effetti, determina enormi benefici a chi ne è affetto.

L’alitosi ha diverse cause e non esiste condizione unica. In primo luogo, si può parlare di una alitosi “fisiologica”, tipicamente mattutina, causata dalla stagnazione di liquido salivare in cui si trovano intrappolati residui di cheratinociti desquamati dalla mucosa, che rivestono principalmente il dorso della lingua. La soluzione in questo caso è molto semplice, basta sciacquare bene la bocca, spazzolare i denti, la lingua, la zona sub linguale, il palato, i fornici (cioè gli spazi tra le arcate dentarie e le guance e le labbra). È comunque un tipo di alitosi che durante la giornata scompare.

Un altro tipo di alitosi è legata al tipo di alimentazione, una dieta ricca di cibi particolarmente “odorosi”, speziati, rilascerà le molecole odorose in tutto l’organismo che a lungo andare trasuderanno letteralmente con un caratteristico odore dell’alito ma anche della pelle.

Esiste poi un complesso molto ampio di alitosi “vere”. Circa, l’80% di queste ha una causa locale. Un processo fondamentale, in questo senso, è il rilascio, da parte dei batteri presenti nel cavo orale di composti volatili dello zolfo: acido solfidrico, metantiolo e solfuro dimetile sono i principali. Il dorso linguale e tutto il cavo orale sono, infatti, un potenziale serbatoio di batteri anaerobi, grossi produttori di queste sostanze.

Diverse condizioni infiammatorie possono essere correlate con la condizione: in primis la malattia parodontale, in cui i microrganismi si accumulano nelle tasche parodontali a livello delle radici dei denti, la gengivite in cui a causa di una scarsa igiene orale si accumula placca che provoca infiammazione e iperplasia delle gengive, ma anche pericoronite, alveolite secca, ascesso parodontale, ulcerazioni delle mucose. Anche la candidosi pseudomembranosa prevede un accelerato processo desquamativo. Tutte queste condizioni possono essere rilevate, diagnosticate e curate dal dentista.

 

La restante parte delle condizioni deriva da processi patologici di interesse non prettamente odontoiatrico: una parte, circa il 10% del totale deriva da aree anatomiche di competenza otorinolaringoiatrica come le tonsille.

Esiste poi una particolare condizione, che può essere definita pseudoalitosi o alitosi immaginaria. Pazienti che riferiscono con convinzione tale sintomo (oltre alle connotazioni psicologiche susseguenti) non ne riveleranno segni clinici all’esame obiettivo. Per quanto poco conosciuta e documentata, tale particolare condizione è stata recentemente classificata fra le “condizioni psicosomatiche che interessano la pratica odontoiatrica”.

Infine l’alitosi può essere un sintomo di diverse malattie sistemiche, cioè patologie che interessano l’intero organismo. Se l’alito cattivo persiste nonostante una buona igiene orale, è fondamentale consultare un medico per indagarne la causa.

Malattie del fegato

Sapore metallico e alito cattivo. L’alitosi associata a un sapore metallico può indicare che il fegato non sta funzionando correttamente.

Cause. Problemi al fegato possono compromettere la digestione e l’eliminazione delle tossine, portando a un’alitosi caratteristica.

Cirrosi epatica avanzata. In casi avanzati di cirrosi, l’alitosi può essere uno dei sintomi evidenti.

Insufficienza renale

Odore ammoniacale. L’insufficienza renale può causare un’alitosi con un odore che ricorda l’ammoniaca.

Uremia. Questa condizione, causata dall’accumulo di urea nel sangue per via del malfunzionamento dei reni, può produrre un odore sgradevole nell’alito.

Diabete

Alito “fruttato”. In presenza di diabete, l’alito può assumere un odore fruttato o simile a quello dell’acetone, specialmente in caso di chetoacidosi diabetica.

Chetoacidosi diabetica. Questa complicanza grave, dovuta alla carenza di insulina, porta all’aumento dei corpi chetonici nel sangue, che vengono espulsi anche tramite la respirazione.

Disturbi gastrointestinali

Reflusso acido e gastrite. Il reflusso gastroesofageo, la gastrite (spesso associata al batterio Helicobacter pylori) e l’eccessiva introduzione di cibi grassi possono provocare alitosi.

Problemi intestinali. Disturbi come la stitichezza, la colite o la sindrome dell’intestino irritabile possono alterare il processo digestivo, portando a un’alitosi con un odore fecale o putrido.

Patologie intestinali croniche. La malattia di Crohn o la celiachia possono rallentare la digestione, permettendo ai batteri intestinali di produrre composti solforati volatili.

Malattie respiratorie

Infezioni delle vie aeree. Patologie come sinusite, tonsilliti, bronchiti e altre infezioni delle vie respiratorie possono causare alito cattivo.

Sinusite. In particolare, la sinusite può essere una causa di alito cattivo persistente.

Altre cause sistemiche

Xerostomia (secchezza delle fauci). La ridotta produzione di saliva, spesso legata all’assunzione di farmaci o a specifiche condizioni sistemiche, favorisce la proliferazione batterica e la comparsa di alitosi.

Trimtilaminuria (sindrome da odore di pesce). È una rara malattia metabolica che causa un forte odore corporeo, incluso l’alito.

Ostruzione intestinale. L’ostruzione può portare a un odore fecale nell’alito.

 

 

Anche in questi casi l’approccio odontoiatrico potrebbe essere il primo passo per l’individuazione di una potenziale patologia occulta e favorire l’indirizzamento presso uno specialista per lo studio del caso.