Igiene orale domiciliare
Lavare i denti, e soprattutto lavarli bene, non è affatto un’operazione semplice. Serve una precisa tecnica, una buona manualità e una serie di passaggi per garantirsi una corretta igiene orale e quindi una buona salute di tutto il cavo orale e dei denti in particolare.
Placca e tartaro sono i principali nemici della nostra bocca. La placca, quella patina biancastra che si deposita sui denti, sulle gengive, sulla lingua e sul palato, e su tutta la mucosa del cavo orale, è formata da residui alimentari, saliva, cellule epitaliali sfaldate, e da miliardi di batteri, ed è la principale responsabile di gengiviti, malattia parodontale, processi cariosi, tartaro e alitosi.
La placca si forma ogni giorno, già dalle prime ore dopo aver lavato i denti. Quando la placca non viene correttamente eliminata, si trasforma in breve tempo in tartaro. Il tartaro per la sua durezza e adesione ai denti, può essere rimosso soltanto con la detartrasi dentale o ablazione del tartaro che effettua il dentista o l’igienista dentale.
È necessario, quindi, combattere efficacemente la placca. Gli strumenti necessari sono:
Spazzolino. Manuale o elettrico. Lo spazzolino manuale va utilizzato spazzolando in maniera accurata tutti i denti, assicurandosi di raggiungere tutte le superfici. Lo spazzolamento deve essere effettuato in senso verticale e mai orizzontale, dalla gengiva, che va “spremuta” dalle setole, verso i denti. Bisogna spazzolare bene anche il palato e la lingua, dove si annidano gran parte dei batteri. Fondamentale il tempo di spazzolamento. Non meno di 3 minuti. Esistono spazzolini di varie forme durezza. Sarà il vostro dentista a suggerirvi quale fa al caso vostro.
Ottimi anche il gli spazzolini elettrici che con il loro movimento roto-oscillante disgregano efficacemente la placca e rendono più facile e smart la pulizia quotidiana dei denti. La testina dello spazzolino elettrico va poggiata con una lieve pressione su ogni superficie di ogni singolo dente per circa 3 secondi. Anche in questo caso sarà il vostro dentista o igienista dentale a spiegarvi la corretta tecnica di utilizzo.
Filo interdentale. Nessuno spazzolino potrà mai arrivare a detergere gli anfratti più nascosti tra i denti, soprattutto in quelli posteriori. Per ottimizzare la pulizia dei denti nella zona detta “interdentale” è necessario l’utilizzo del filo interdentale. In commercio ne esistono di varie tipologie. Purtroppo il suo utilizzo è meno diffuso del dovuto. Sia perché occorre maggior tempo da dedicare alle manovre di pulizia, sia perché spesso i pazienti riferiscono di non saperlo usare o perché si fanno male o si provocano sanguinamento. Anche in questo caso, durante le visite odontoiatriche o le sedute di detartrasi, sarà l’odontoiatra o l’igienista dentale a spiegarne in corretto utilizzo.
Scovolino. Quando gli spazi interdentali sono molto ampi e il filo interdentale non è sufficiente a raccogliere lo sporco, o se ci sono manufatti protesici come dei ponti, lo strumento ideale per detergere quelle aree è lo scovolino. Ne esistono di varie dimensioni dai più sottili ai più grossi e possono essere con setole in nylon o in gomma.
Idropulsore. Chiunque sia andato almeno una volta dal dentista, avrà notato e sperimento lo strano attrezzo che spara aria e acqua per eliminare i residui di cibo più grossolani, e detergere i denti da placca e saliva. Uno strumento simile è disponibile anche per l’igiene orale domiciliare. L’idropulsore consiste in un manipolo, con ugelli di varia forma e dimensione, che eroga acqua e aria a una pressione adeguata alla rimozione dello sporco e in particolare sotto gli elementi di ponte o di riabilitazioni complesse come le protesi su impianti. L’idropulsore ha un serbatoio che può essere riempito di sola acqua di rubinetto o a piacimento di acqua e collutorio. Il suo utilizzo da ottimi risultati, è di facile utilizzo e i pazienti sono sempre molto soddisfatti.
Dentifricio. Occorre innanzitutto fare una rivelazione. L’unico modo per eliminare la placca batterica è la rimozione meccanica. Non esiste alcuna sostanza chimica, ovviamente biocompatibile, in grado di disgregare efficacemente la placca senza agire meccanicamente. In teoria, quindi, si potrebbe benissimo lavare i denti senza dentifricio e usare solo spazzolino e filo interdentale.
Naturalmente anche i dentifrici hanno una loro utilità e vantaggio. Hanno tensioattivi in grado di catturare le molecole di sporco, sono schiumogeni, il che contribuisce a far scorrere meglio lo spazzolino, lasciano un buon odore e sapore che migliorano la sensazione di pulito. Rilasciano fluoro che depositandosi sui denti rafforzano lo smalto. Esistono poi dentifrici specifici raccomandati in caso di particolari patologie o stati. Per esempio dentifrici specifici per problemi parodontali o per la sensibilità dentinale.
Collutori. Per questi vale lo stesso principio dei dentifrici. Nella maggior parte dei casi servono a dare freschezza e senso di pulito. Sono in genere arricchiti con fluoro. In casi particolari e dietro prescrizione del vostro dentista si utilizzano collutori con particolari sostanze a seconda della patologia o stati riscontrati dal dentista, come, per esempio, i collutori con clorexidina che vengono usati per gravi problemi parodontali o dopo interventi di chirurgia orale. Per i normali collutori del commercio si consigliano quelli privi di alcol, in quanto l’alcol contenuto in questi prodotti non ha alcun potere disinfettante.
Dietro l’igiene orale domiciliare c’è un universo di tecniche, strumenti, materiali, prodotti. La sinergia tra medico e paziente è fondamentale per districarsi tra i numerosi prodotti in commercio e per distinguere tra le reali potenzialità dei vari presidi e i “miracoli” promessi dalla pubblicità. Infine sono necessari anche il monitoraggio e i controlli periodici dal proprio dentista per assicurarsi una salute orale stabile nel tempo.












