Mese: Settembre 2018
Mal di testa? Il tuo dentista può aiutarti
Le cefalee, meglio note come mal di testa sono tra le patologie più diffuse al mondo, si stima che ne soffra il 6-8% della popolazione maschile e il 15-18% della popolazione femminile; e che il 50% della popolazione mondiale, almeno una volta nella vita, abbia sofferto di cefalea.
In molti casi basta un po’ di riposo e un analgesico o un antiinfiammatorio per risolvere il problema, altre volte la sintomatologia è così grave da essere debilitante e pregiudicare la qualità della vita.
Esistono diverse tipologie di cefalee. Una prima distinzione va fatta tra cefalee primarie, per le quali non è possibile individuare una causa specifica, e cefalee secondarie, ossia riconducibili ad altre patologie sottostanti, alcune delle quali anche moto gravi.
Tra le cefalee primarie rientrano quella muscolo tensiva, l’emicrania con senza aura, la cefalea a grappolo, la nevralgia del trigemino.
Le cefalee secondarie comprendono, tra le altre, la cefalea da sinusite e la cefalea da patologia dell’articolazione temporo mandibolare.
Quando gli episodi sono rari, di lieve entità e di breve durata, in genere si ricorre all’automedicazione con i farmaci antidolorifici e antiinfiammatori da banco. Ma se gli episodi sono più frequenti, di maggiore durata e i sintomi sono particolarmente gravi è importante consultare il proprio medico che, se necessario, vi indirizzerà verso uno specialista che prescriverà una terapia mirata e individualizzata.
Alcune tipologie di mal di testa possono essere correlate a disturbi di interesse odontoiatrico. Le parafunzioni come il bruxismo e il serramento oltre a compromettere l’integrità della dentatura, conducono spesso a un irrigidimento e affaticamento della muscolatura masticatoria, in particolare del muscolo temporale e massetere, e dei muscoli del collo come lo sternocleidomastoideo, e di conseguenza a una cefalea muscolo tensiva, con un senso di costrizione e pesantezza. In questi casi l’odontoiatra, dopo un’accurata visita, provvederà alla costruzione di un bite, atto a impedire il completo serramento della bocca e permettere il rilassamento della muscolatura. Oltre la costruzione del bite l’odontoiatra vi seguirà nell’esecuzione di alcuni semplici esercizi decontratturanti.
Alcune patologie dell’articolazione temporo mandibolare possono causare attacchi di cefalea. L’ATM è una complessa articolazione che permette alla mandibola di produrre i movimenti di apertura, chiusura, retrusione, protrusione e lateralità. I disturbi dell’ATM quali artrite, artrosi, ipermobilità, eventi traumatici, dislocazione del disco articolare, oltre ai dolori loco regionali, possono ripercuotersi a tutta la zona cervico craniale e causare mal di testa. Anche in questo caso è opportuna una corretta diagnosi, ricorrendo a indagini strumentali quali TAC e RMN. L’odontoiatra, e nel caso specifico lo gnatologo, procederanno a stabilire la miglior terapia funzionale e farmacologica per risolvere il problema. In questi casi è spesso fondamentale ricorrere a particolari bite o placche di riposizionamento che permettono di allontanare i capi articolari e rilassare la muscolatura.
Restauri protesici e conservativi possono cambiare drasticamente l’occlusione con un conseguente disequilibrio muscolare e dell’articolazione temporo mandibolare che a lungo andare può dar luogo a fastidiose cefalee muscolo tensive.
Infezioni di natura odontogena quali gli ascessi possono diffondersi nei tessuti e nelle ossa mascellari andando a coinvolgere altri distretti anatomici. Nell’arcata inferiore un ascesso può andare a comprimere il nervo alveolare inferiore, un ramo del nervo trigemino, andando a scatenare la tanto temuta nevralgia del trigemino, caratterizzata da improvvisi e lancinanti dolori simili a scariche elettriche localizzate a un lato del viso. Nell’arcata superiore, l’ascesso può arrivare a interessare i seni mascellari con l’insorgenza di una sinusite odontogena. La sinusite è una delle più frequenti cause di cefalea.
Una visita odontoiatrica, quando si hanno cefalee a prima vista inspiegabili, può essere utile a fare diagnosi differenziale, a confermare o escludere cause di interesse odontoiatrico ed, eventualmente, per essere indirizzati da uno specialista.



