Ansia e disturbi temporomandibolari: un approccio multidisciplinare
Per lungo tempo, in odontoiatria, le parafunzioni masticatorie sono state suddivise e semplificate in bruxismo (digrignamento), e serramento. Il primo è stato classificato come parafunzione tipicamente notturna, e il secondo come comportamento prevalentemente diurno.

Tuttavia, la frenesia delle moderne dinamiche di vita, lo stress, che fa sempre più parte delle nostre vite, nonché particolari condizioni psicopatologiche, hanno determinato un’evoluzione delle parafunzioni. E ha reso necessario un approccio multidisciplinare.
Il bruxismo diurno rappresenta una condizione sempre più rilevante nella pratica clinica in particolare nei pazienti affetti da disturbi temporomandibolari dolorosi (DTM).

La letteratura ha da tempo dimostrato l’associazione tra parafunzioni, dolori temporomandibolari e fattori psicologici.
Un recente studio pubblicato sul Journal of Oral Rehabilitation, ha preso in esame il ruolo dell’ansia nella genesi delle parafunzioni e dei disordini temporomandibolari associati a dolore. In particolare lo studio ha evidenziato che i pazienti con ansia clinicamente elevata hanno mostrato una frequenza di bruxismo diurno significatamente maggiore rispetto ai pazienti con ansia nella norma. E ancora che i soggetti affetti da ansia clinicamente elevata mostrano una ridotta frequenza di rilassamento dei muscoli masticatori. Inoltre i pazienti maggiormente stressati, con sintomi depressivi, e con sintomi quali ruminazione e senso impotenza, accusano una maggiore intensità del dolore.

Dall’analisi di questo studio appare chiaro come il bruxismo diurno e il serramento, non debbano essere interpretati soltanto come fenomeni meccanici di interesse odontoiatrico ma, e soprattutto, come target terapeutico psichiatrico e psicoanalitico.
L’utilizzo dei bite e di altri dispositivi orali o terapie odontoiatriche sono sicuramente lo strumento più efficace per contrastare i danni causati dalle parafunzioni masticatorie come l’usura dentale, dolori e danneggiamento dell’articolazione temporomandibilare, ipertrofia/ipotono dei muscoli masticatori, mal di testa muscolo tensivi, etc. Tuttavia, le conoscenze che abbiamo oggi ci impongono di ampliare la nostra prospettiva e di suggerire l’approccio multidisciplinare.

È fondamentale, una sinergia e un lavoro di squadra tra odontoiatra, paziente e psicoterapeuta o psichiatra per elaborare la migliore ed efficace strategia di intervento per la gestione di queste problematiche che spesso risultano debilitanti.